venerdì 5 febbraio 2016

LE CHIACCHIERE DI CARNEVALE RICETTA

UN DOLCE BUONO DA GUSTARE PROVATELO

La ricetta delle chiacchiere:
  • Kg. 1 Farina 00 tipo forte
  • Gr. 200 Vino bianco secco
  • Gr. 150 Burro
  • Gr. 100 Zucchero
  • Nr. 6 uova misura L
  • Gr. 20 Sale
  • Gr. 10 di lievito in polvere per cottura
  • Miscelare farina, zucchero, sale e lievito. Impastare tutti gli ingredienti aggiungendo il vino e le uova, quando l’impasto risulta liscio e asciutto, aggiungere il burro precedentemente ammorbidito a pomata. Quando si è incorporato in modo omogeneo, porre l’impasto sul banco da lavoro coperto da pellicola e farlo riposare per 30 minuti. Stendere l’impasto molto sottile e tagliarlo a rombi con una rondella ondulata. Cuocere cercando di non far cadere nell’olio molta farina. Quando saranno freddate spolverare con abbondante zucchero a velo. 

giovedì 4 febbraio 2016

LA CARTAPESTA LECCESE

La cartapesta leccese, a tutt'oggi, fa parte dei simboli della tradizione e della storia del territorio.



Nella storia e a tutt'oggi, infatti, la cartapesta è ancorata alla città di Lecce, un binomio inscindibile.
Legata e connaturata all'architettura barocca, alla grandiosa stagione artistica sviluppatasi durante i secoli XVII e XVIII, e dalla quale prende le mosse e la interpreta, verrebbe da dire, con "leggerezza" e disincanto. Il profondo legame con Napoli, il fervore culturale e politico, la crescita economica segnano la fortuna della città di Lecce, la più "santificata" del Viceregno, con i suoi Santi protettori, le confraternite, oltre, naturalmente, alle decine di chiese, conventi e monasteri.
E' questo il clima che favorisce la grande committenza religiosa e dell'aristocrazia. Forte è la richiesta del sacro, con una città in perenne tensione spirituale. E con una creazione, la cartapesta, come segno di impegno religioso in un contesto conservatore e mistico (fedele, pertanto, ai dettami della Controriforma) eppure, nell'insieme, pagano e libertario, legato al nuovo volto del cattolicesimo riformato. Sicchè, se da una parte l'arte barocca leccese lega la sua fioritura alle locali scuole degli scalpellini della pietra, la famosa "pietra leccese", dall'altra la cartapesta (con la sua straordinaria versatilità di prestarsi a imitare materiali più nobili come argento, marmo o bronzo), riconduce al tempo in cui, grazie soprattutto alla committenza religiosa, aveva determinato una vera nobilitazione del tradizionale esercizio artigiano, che veniva così a identificarsi col fenomeno barocco. Si svelano, così, chiese e palazzi nobiliari, avviluppati nel parossismo di fregi, stemmi, cariatidi, nicchie, archetti, portali. E ancora, puttini, festoni di fruttii, conchiglie, ricami su pietra. Il trionfo dell'effimero che fa da contraltare e accoglie nel suo seno la cartapesta, evocando storie di Santi, Madonne, Cristi e Angeli nelle affollate e polverose botteghe del centro storico.
Ancor oggi è possibile vivere a Lecce questa magica atmosfera nel laboratorio del maestro Claudio Riso, dove si è alle prese con i materiali di sempre: i ferri, la colla, i manichini impagliati, la carta bigia ricavata da stracci. Una tradizione che vuole restare fedele all'esperienza dei grandi maestri, immutabile nel tempo, indifferente ad ogni sollecitazione che non sia la riproposta del bello e del fascino antico.

domenica 17 gennaio 2016

TERREMOTO CAMPOBASSO



Sono continuate anche durante la notte le scosse di terremoto nella zona di Campobasso, in Molise. Repliche più lievi - intorno a magnitudo 2.0 - di quella ben più forte di magnitudo 4,3 che ha fattto scendere la gente in strada a Campobasso. La scossa, registrata alle 19.55 dall'Ingv, ha avuto una profondita' di 10 km, e si e' verificata nei pressi di Baranello.   La Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile si  messa in contatto con le strutture locali del Sistema nazionale di protezione civile. Dalle verifiche effettuate, l'evento con epicentro a 9.6 chilometri di profondità tra i comuni di Baranello, Busso e Vinchiaturo é stato avvertito dalla popolazione, ma non sono stati segnalati al momento danni a persone o cose.  La scossa e' stata accompagnata da un forte boato, avvertita in maniera netta nel capoluogo. Paura soprattutto nei piani alti dei palazzi. La gente si e' riversata in strada, nonostante le temperature rigidissime. La scossa segue lo sciame sismico che ha interessato, negli ultimi due giorni, la provincia di Campobasso.     Tante chiamate ai Vigili del Fuoco di Campobasso ma  nessuna segnalazione di danni: è quanto riferiscono dalla sala operativa del capoluogo regionale del Molise.   Ci sono state altre scosse di terremoto nella zona dopo quella più forte avvenuta pochi minuti prima delle 20. Altri cinque eventi nel giro di un'ora, il più intenso alle 21 con magnitudo 3.4. Nel complesso ieri le scosse sono state 12. Sono intanto in corso verifiche da parte delle forze dell'ordine e della Protezione Civile per verificare eventuali danni. Proprio in Molise, il 31 ottobre 2002, una forte scossa distrusse una scuola elementare a San Giuliano di Puglia (Campobasso), provocando la morte di 27 alunni e della loro maestra.  Governatore Molise, monitoriamo situazione Il governatore del Molise Paolo Frattura sta seguendo personalmente la situazione e si è recato nella sala operativa della Protezione Civile regionale a Campochiaro. "Stiamo monitorando la situazione costantemente - ha affermato - e al momento non abbiamo notizie di danni a persone o cose".     "Le prime verifiche - ha aggiunto Frattura - sono concluse, abbiamo sentito i sindaci e le forze dell'ordine nei comuni che si trovano nel raggio di 10 km. dall'epicentro, ma lo sciame sismico intanto continua, quindi continuiamo a monitorare la situazione. Con me c'è tutta la struttura della Protezione Civile al lavoro. Notizia RAI NEWS.

lunedì 11 gennaio 2016

CHECCO ZALONE DA RECORD!!

Checco Zalone è inarrestabile. "Quo Vado?", diretto da Gennaro Nunziante, con il comico barese 38enne protagonista, in una sola settimana di programmazione nelle sale ha raggiunto un incasso record di quasi 40 milioni di euro. La commedia è salita al quinto posto della classifica dei maggiori incassi nella storia del cinema italiano. Ieri, nel giorno dell’Epifania, ha fatto registrare 5,8 milioni di euro in casse e pare non volersi fermare.


Con "Quo Vado?" Checco Zalone fa di nuovo centro. Il weekend è alle porte. I quasi 40 milioni di euro potrebbero diventare addirittura 50. Il confronto con gli altri film in programmazione è davvero impietoso. "Quo Vado?" stravince e ora nella classifica dei maggiori incassi nella storia del cinema italiano insidia "Che bella giornata", il secondo film della coppia Zalone-Nunziante, fermo a oltre 43 milioni di euro. Il podio formato da "Avatar" (65 milioni), "Sole a catinelle" (52 milioni, ancora Zalone-Nunziante) e "Titanic" (50 milioni) sembra dietro l'angolo...
I quasi 40 milioni di euro di incasso non danno alla testa a Checco Zalone, che, come sottolineato più volte, vuole solo far ridere. Poco gli importa pure di chi lo critica: l'invidia di molti gioca brutti scherzi. Oggi, nonostante il successo, si sente uno normale. "La mia vita è cambiata pochissimo perché sono rimasto la stessa persona", ha confessato a Oggi.

Legato da dieci anni a Mariangela, nel 2013 è diventato papà di Gaia. "Adesso che ho finito il film, mi rimetterò a fare l'amore e magari faremo un altri figlio, un maschietto stavolta", ha rivelato al settimanale. Essere papà, oltre che compagno lo ha cambiato: "Ho sempre la smania di tornare a casa da lei".
Una laurea in legge, l'amore per la musica che compone e molto altro: Luca Pasquale Medici, questo il suo vero nome, è unico, un'artista che riesce a far ridere davvero.

venerdì 4 dicembre 2015

LA LEGGENDA DELLA TARANTA

Il tarantismo o tarantolismo è considerato un fenomeno isterico convulsivo. In base a credenze ampiamente diffuse in antichità nell'area mediterranea ed in epoca più recente nel sud Italia, sarebbe provocato dal morso di ragni
Tale quadro psicopatologico è caratterizzato da una condizione di malessere generale e da una sintomatologia psichiatricavagamente assimilabile all'epilessia o all'isteria. I sintomi sarebbero offuscamento dello stato di coscienza e turbe emotive.


STORIA
Il vocabolo latino taranta o tarantula non deriva, come si sarebbe portati a credere, dal latino classico; le sue prime attestazioni si ritrovano, al contario, nel latino medievale. Una delle più antiche menzioni di un animale con questo nome, non meglio identificato, si ritrova nella Storia delle Spedizioni a Gerusalemme di Alberto Equense, in cui si riporta che l’esercito crociato accampato presso il fiume Eleutheros (oggi Nahr el-Kebir, in Siria) soffrì molto per il tormento del morso delle tarante che infestavano le sue sponde. Nell'XI secolo, anche Goffredo Malaterra e Alberto di Aix riferiscono della presenza di tarante in correlazione all’assedio di Palermo, episodio avvenuto nella seconda metà del secolo XI.
Non vi sono pertanto, all’inizio, né riferimenti alla Puglia, né all’identificazione certa della taranta con un ragno, se non il suggerimento dato dal fatto che si tratta di un animale dal morso velenoso che vive a terra. Del resto, l’ambiguità della denominazione sembra aver tratto in inganno anche le prime comunità scientifiche, e dimostrazione ne è il fatto che Linneo, nella classificazione delle specie viventi del 1758 che divenne poi il modello per la nomenclatura binomiale in uso a tutt’oggi, attribuì questo nome tanto a un rettile (Tarentola mauritanica, il comune geco mediterraneo, peraltro innocuo) quanto a un ragno (Lycosa tarantula o ragno lupo).
Per quel che riguarda l’etimologia, sembra comunque accertato che taranta e la sua versione diminutiva tarantula siano voci d’origine italica, riconducibile al toponimo Tarentum, oggi Taranto: la Puglia sembra pertanto avere comunque un ruolo centrale già nella genesi del lemma.
Il trattato De venenis del fiorentino Cristoforo degli Onesti (seconda metà del secolo XIV) contiene un capitolo, De morsu tarantulae riportato dal De Martino, che sembra essere il più antico riferimento al tarantismo come sindrome da avvelenamento dovuta al morso di un animale, reale o immaginario che fosse.
Il tarantismo si connotò come fenomeno storico, religioso (nel leccese), pagano (nel tarantino, brindisino e materano), che caratterizzò l'Italia meridionale e in particolare la Puglia fin dal Medioevo; visse un periodo felice fino al XVIII secolo, per subire nel XIX secolo un lento ed inesorabile declino. Le vittime più frequenti del tarantismo erano le donne, in quanto durante la stagione della mietitura, le raccoglitrici di grano erano maggiormente esposte al rischio di essere morsicate da questo fantomatico ragno.
Attraverso la musica e la danza era però possibile dare guarigione ai tarantati, realizzando un vero e proprio esorcismo a carattere musicale. Ogni volta che un tarantato esibiva i sintomi associati al tarantismo, dei suonatori di tamburello, violino, organetto, armonica a bocca ed altri strumenti musicali andavano nell'abitazione del tarantato oppure nella piazza principale del paese. I musicisti cominciavano a suonare la pizzica o la tarantella, musiche dal ritmo sfrenato, e il tarantato cominciava a danzare e urlare per lunghe ore sino allo sfinimento. La credenza voleva infatti, che mentre si consumavano le proprie energie nella danza, anche la taranta si consumasse e soffrisse sino ad essere annientata. Tuttavia, nel rito esorcistico erano impiegate anche altre musiche dal ritmo lento e dalla melodia malinconica.
Alla leggenda popolare può essere in realtà legata anche una spiegazione strettamente scientifica: il ballo convulso, accelerando il battito cardiaco, stimolando abbondante sudore e il rilascio di endorfine, favorisce l'eliminazione del veleno e contribuisce ad alleviare il dolore provocato dal morso del ragno e di simili insetti. Non è quindi da escludere che il ballo venisse utilizzato originariamente come vero e proprio rimedio medico, a cui solo in seguito sono stati aggiunti connotati religiosi ed esoterici.
Come spesso accade per i rituali a carattere magico e superstizioso, anche a questa tradizione si cercò di dare una "giustificazione" cristiana limitata, però, alla sola area leccese: così si spiega il ruolo di San Paolo, ritenuto il santo protettore di coloro che sono stati "pizzicati" da un animale velenoso, capace di guarire per effetto della sua grazia. La scelta del santo non è casuale poiché nel libro degli Atti degli Apostoli (At. 28:3-5) si narra come egli sia sopravvissuto al veleno di un serpente nell'isola di Malta.
Il tentativo di cristianizzazione del tarantismo non riuscì però completamente. Infatti, durante la trance le donne tarantate esibivano dei comportamenti di natura considerata oscena, ad esempio mimando rapporti sessuali oppure orinando sugli altari. Per questi motivi la chiesa di San Paolo di Galatina (LE), dove i tarantati venivano condotti a bere l'acqua sacra del pozzo della cappella, venne sconsacrata e San Paolo, da santo protettore degli avvelenati, cominciò ad essere ricordato come il santo della sessualità.
Per quanto riguarda l'alto Salento, il tarantino e il sud barese, pare che il culto di San Paolo non fosse molto diffuso, ma il tarantismo aveva conservato maggiormente il carattere pagano. Quando la persona afflitta dal morso si riteneva guarita, si usava fare un corteo chiamato tarantolesco: si tornava accompagnati dai musicisti sul posto dove la persona riteneva di essere stata pizzicata e lì compiva l'ultimo ballo per quell'anno.
Il fenomeno del tarantismo si è andato progressivamente estinguendo ed è sopravvissuto esclusivamente in determinate zone del leccese, del tarantino e del brindisino. Esso era diffuso nelle province di Lecce, Brindisi, Taranto, nel sud barese, nel Gargano e nella provincia di Matera.
IL TARANTISMO OGGI
La tradizione del tarantismo è in qualche modo sopravvissuta sino ai nostri giorni con la messa-esorcismo del 29 giugno nella chiesa diSan Paolo di Galatina. Tuttavia sono andati progressivamente scomparendo i momenti di partecipazione collettiva e diminuisce sempre di più il numero di persone che si recano alla chiesa per dare luogo al rituale. Il contesto in cui avviene l'esorcismo del resto è radicalmente cambiato: non più la comunità contadina riunita a condividere la stessa esperienza culturale ma solo una folla di curiosi e visitatori lontani dall'atmosfera culturale del rito.
Negli ultimi anni ha preso piede la rappresentazione teatralizzata e rievocativa della danza delle tarantate, da parte di alcuni gruppi musicali e associazioni culturali. Negli anni 1990 e 2000 tradizioni musicali appartenenti al genere della tarantella, in particolare la pizzica, sono tornate alla ribalta ottenendo un grande seguito. Tale riutilizzo di antichi tratti culturali inseriti in contesti completamente differenti e con significati profondamente mutati è un classico esempio di "revival folklorico", fortunata definizione dell'antropologo Tullio Seppilli. Grazie a questa riproposta culturale, il fenomeno del tarantismo ha raggiunto un vasto pubblico anche fuori dai confini del Salento.

venerdì 13 novembre 2015

LAGHI ALIMINI-OTRANTO (LECCE)

LAGHI ALIMINI:

paesaggio naturale e località balneare di Otranto.


A solo 8 km da Otranto, percorrendo la parte nord della litoranea che dalla città idruntina porta verso Torre dell’Orso, si incontra uno dei più bei paesaggi naturali della Puglia e del Salento, l’area dei Laghi Alimini.

Quest’area è formata da due bacini chiamati Alimini Grande, composto daacqua salata, ed Alimini Piccolo, composto da acqua dolce. Situati tra il verde intenso della macchia mediterranea e l’azzurro del vicino mare, i due laghi impreziosiscono il territorio circostante, disponendosiparallelamente al mare, da cui sono separati mediante cordoni di dune. In passato erano collegati tra di loro da un piccolo canale chiamato Lu Strittu, lungo circa 1500 metri ma, ormai è stato rimosso per impedire che le acque di Alimini Piccolo diventassero altamente saline. Originati sicuramente in epoca mesozoica dalla depressione e l’ammorbidimento del terreno, questi due laghi, Alimini Grande e Alimini Piccolo, sono alimentati da sorgenti di acqua dolce e da falde freatiche che, con la presenza del mare e della roccia, contribuiscono alla loro salinità.
Alimini Grande, con 2,6 km di ampiezza e circa 4 metri di profondità, è il lago alimentato dall’acqua del mare Adriatico. E’ circondato quasi completamente da una fascia rocciosa, mentre il tratto settentrionale, viene chiamato Palude Traguano, dove vi sono numerose sorgenti. La principale si chiama Zudrea ed insieme al mare alimenta il lago. La percentuale di salinità del lago è quasi dello stesso valore di quella del mare, perché appunto, il mare confluisce in esso. I fondali del lago sono ricchi di molluschi e una gran parte del fondale è ricco di Ruppia marittima.
Alimini Piccolo, ampio circa 2 km, è costituito quasi totalmente da acqua dolce ed è chiuso al passaggio dell’acqua marina. La sua profondità non supera il metro e mezzo. Le acque del lago sono quasi sempre dolci anche se, durante la stagione estiva, con il fenomeno di evaporazione delle acque, il lago tende a diventare salino.
Il territorio dei Laghi Alimini costituisce un habitat naturalistico importantissimo poiché accoglie diverse specie di fauna e flora tipiche del Salento e per questo è stato dichiarato Zona Protetta Speciale. Tanti sono gli uccelli che si possono osservare poiché la zona è rotta di passaggio per numerose specie migratorie: il falco, l’airone, la garzetta, il lodolaio, il succiacapre, il mestolone, la folaga e tanti altri.
Durante tutto l’anno vivono invece volpi, lepri, conigli selvatici, tassi, anfibi e rettili. La vegetazione intorno ai laghi è la tipica macchia mediterranea, ricchissima di particolari specie, alcune delle quali a rischio estinzione, quali le orchidee di palude che con la loro fioritura catturano lo sguardo di coloro che effettuano un’escursione in un ambiente unico e magico. Nei pressi dei laghi si trovano anche castagne d’acqua, altra specie in via di estinzione in Italia, formata da grossi frutti della stessa sembianza della castagna, ed erba vescica, una pianta carnivora, dotata di minuscoli pettini che appena toccati da insetti, aprono delle vesciche che aspirano al proprio interno le prede.
Parallela ai laghi, c’è la costa attraversata da ricche pinete e arbusti della macchia mediterranea e la spiaggia si raggiunge percorrendo, a piedi o in navetta, sentieri immersi nel verde fra i profumi tipici del ginepro, dello zafferanetto e del timo.
Oltre alla bellezza del patrimonio naturalistico, i Laghi Alimini segnano una delle località balneari più frequentate della costa otrantina. Appena al di là della pineta, si trovano immense distese di sabbia biancacircondate da alte dune di sabbia coperte dalla macchia mediterranea che fanno da cornice ad un mare cristallino e trasparente. Una particolarità delle spiagge è che molte di esse sono raggiungibili soltanto a piedi o con appositi tragitti in navetta.
Da segnalare è la famosissima spiaggia Baia dei Turchi, chiamata così perché sembra che qui fosse il luogo dove approdarono i turchi che poi avrebbero dato l’assalto a Otranto. Essa è un paradiso per gli amanti del mare e delle spiagge incontaminate.
Insomma i Laghi Alimini costituiscono il luogo perfetto dove poter ammirare spettacoli naturalistici incredibilmente suggestivi, oltre che sostare nelle immense pinete della macchia mediterranea e fare il bagno nel cristallino Mar Adriatico.
Una vacanza ad Otranto vi condurrà tra le bellezze dei Laghi Alimini. Scegliete tra le tante proposte di hotel, B&B, residence e villaggi di Otranto.

giovedì 29 ottobre 2015

UN LAGHETTO NATURALE (CUTROFIANO-LECCE)


Cutrofiano: vi mostriamo come un cava dove nel passato lavoravano il tufo, come possa sprofondare e creare queste riserve naturali di una certa bellezza. Dal vivo suscita una certa emozione a vedere che la natura colma i difetti del l'uomo. Situata a Cutrofiano sulla strada per Supersano alla svolta in direzione per Collepasso vi consiglio di visitarla se vi trovate di passaggio in Italia nel Salento.




martedì 27 ottobre 2015

L'AMORE

L'amore è un insieme di tutto ciò che fa parte dei sentimenti che si provano per una persona e non solo si manifesta in tutto quello che ci si tiene molto e che sia importante veramente. L'amore alcune volte può sembrare che non esiste o che non ci si crede ma questo dipende dai voi perchè se non riusciste a sentirlo vuol dire che non avete aperto il vostro cuore alla persona che avete al vostro fianco.
Vi racconto in breve una piccola storia di due giovani ragazzi che a me hanno fatto emozionare.
I due ragazzi il primo periodo non si conoscevano e nella andare a scuola con lo stesso pullman da due paesi diversi non lo avrebbero mai immaginato di riuscirci a innamorarsi l' uno dell'altra. E vi racconto proprio come si sono innamorati, lui la vitte per la prima volta scendere da quel pullman e de come se un raggio di sole lo blocco su di lei, non riuscendo a rivolgerle parole anche vedendola alcune volte dopo. Ma un giorno la magia e il mistero su un social network che i due erano scritti, lei a lui li mando un primo "mi piace" non riuscendo a capire com'era che faceva parte dei suoi amici. Una successione di "mi piace" dell'uno e dell'altra che lui riusci un giorno a prendere coraggio e a mandarle un primo messaggio e farle capire che li piaceva e con un complimento dei bei suoi occhi riusci a conquistare anche con un po di timidità di vederla, dopo qualche giorno che si scrivevano tramite messaggi. Si sono visti un giorno di scuola lui li andò incontro lei un po vergognata, ma del tutto normale riuscivi a farla stare a suo aggio e andarono verso una villetta e lì proprio lì si sono dati il primo bacio. L'amore si sentiva la magia di entrambi e il cuore che non finiva di battere forte si sentiva che si piacevano si sentiva che erano innamorati. Giorno dopo giorno si cominciarono a vedere piu spesso e a stare insieme ma il quel mese proprio il mese che si conoscerono il 28 MARZO 2013, lui a lei li disse "io sono convinto di te, ma tu sei convinta di me?" come un "per sempre", lei li rispose "si sono convintissima" e per loro quel giorno fu IMPORTANTE.
La loro storia e veramente grande gli avvenimenti importante per loro cominciarono a essere tanti tra il conoscere i genitori come una sorpresa a non dimenticare le giornate intere passate insieme e l' amore sempre più forte di entrambi. Ma vi dico un altra cosa loro due ancora tutt'oggi si amano e proprio domani festeggiano il loro GIORNO IMPORTANTE, ma nella amore la paura sarà sempre il coraggio e se anche alcune volte fate degli errori non vi dovete abbattere perchè lui anche se a fatto dei casini e dei sbagli che gli hanno fatto perdere la fiducia in lei di farle pensare di lascialo è sempre qui a d'amarla a proteggerla e farle sentire che non la lascerà mai sola, a farle sentire che lui e l' amore per lei. TRA FOTO VIDEO E GIORNATE DIMENTICABILI E IL PENSIERO DI COSTRUIRE UN FUTURO INSIEME, NON SARA SOLO COME DOMANI GIORNI IMPORTANTI MA LO SARANNO SEMPRE. PERCHE SI AMANO E LUI LA SPOSERA. CI SARANNO SEMPRE OSTACOLI NELLA VITA E NELLA AMORE MA LORO GLI HANNO SEMPRE ABBATTUTI CI CREDONO IN LORO E CI CREDONO NELLA AMORE. TI AMO <3


Sarà il riassunto di una storia vera e piena di magia, ma l'amore esiste e come loro che lo sanno vi dicono anche basta crederci e tutto diventa realtà.E lui fa sapere a lei che e tutta la sua vita e che la ama per sempre e non li farà mai mancare nulla perdonalo di questo ma una lettera dedicata proprio a te D-L T. A. X S. Questo e per te.

mercoledì 21 ottobre 2015

Makeupbionatural: Dolci giapponesi pronti in tre minuti


Makeupbionatural: Dolci giapponesi pronti in tre minuti: I dorayaki sono dei dolci giapponesi che da un po' di tempo si stanno diffondendo anche in italia grazie alla loro semplicità.Entrante nel blog www.makeupbionatural.blogspot.it e saprete gli ingredienti di questo dolce fantastico.


domenica 18 ottobre 2015

CAVA BAUXITE OTRANTO (SALENTO)


Dove si trova la cava di Bauxite di Otranto


Durante le vostre vacanze nel Salento vi consigliamo di visitare questa stupenda cava di Bauxite, un minerale dal quale si ricava l’alluminio, situata ad Otranto, nelle vicinanze del faro di Punta Palascia e Monte Sant’Angelo. La cava di Bauxite di Otranto, scoperta intorno agli anni ’40 ed abbandonata nel 1976, è per l’appunto una meta molto attraente per la popolazione pugliese e per tutti i turisti provenienti da ogni parte del mondo.
Troverete un paesaggio molto suggestivo, con un lago dalle acque color smeraldo, la terra rossa ed la vegetazione di un’intenso verde vivo, che ricopre quest’area quasi tutto l’anno, ad eccezione dei mesi estivi. Oggi la cava e l’estrazione mineraria sono state completamente abbandonate e ciò ha fatto sì che la natura potesse nuovamente avanzare, ricreando un ecosistema ricco di flora e fauna locale.
Inoltre, la terra circostante la bocca della cava, grazie al suo colore intenso, viene spesso prelevata ed utilizzata ancora oggi per la produzione di colori da adoperare per l’artigianato locale, nel totale rispetto della natura.
Arrivarci è piuttosto semplice, anche se non ci sono indicazioni, tramite Google Maps la troverete… fateci sapere se vi è piaciuta ed inviateci commenti!

martedì 13 ottobre 2015

IL VOLO & LADY GAGA MADE IN ITALY A NEW YORK


Serata di gala a New York per Il Volo, ormai rappresentanti dell'Italia all'estero: ecco la foto con Lady Gaga al gala annuale della Columbus Citizens Foundation


Il Volo continua a dividere in Italia e a spopolare nel mondo: mentre impazza ancora la polemica innescata da un albergatore di Locarno sulla presunta notte brava del trio che avrebbe devastato una stanza d’albergo, negli Stati Uniti il gruppo pop-lirico scala le classifiche e si fa immortalare accanto a star del calibro di Lady Gaga.
I ragazzi de Il Volonno ha incontrato la popstar di origini italiane lo scorso 10 ottobre, ospiti del Grand Ballroom del Waldorf Astoria a New York, in occasione del 71esimo gala annuale della Columbus Citizens Foundation.

Il trio ha presenziato in rappresentanza dell’Italia alla serata che si tiene annualmente nella Grande Mela a pochi giorni dalle celebrazioni del cosiddetto Columbus Day, l’anniversario della scoperta delle Americhe da parte di Cristoforo Colombo. L’evento ha lo scopo di rinsaldare i legami tra l’Italia e gli Stati Uniti, oltre che raccogliere fondi da devolvere all’istituzione di borse di studio. Il Volo è stato scelto per esibirsi sul red carpet della Columbus Day Parade che avrà luogo lunedì 12 ottobre sulla Fifth Avenue a new York, dalla 47sima alla 72sima Strada, cerimonia trasmessa in diretta da ABC.

Ignazio Boschetto, Piero Barone e Gianluca Ginoble si sono esibiti durante la serata di gala ed hanno partecipato alla premiazione indetta della Fondazione: ecco due dei componenti del trio, Piero e Gianluca, accanto a Lady Gaga, in collage di foto apparso sul profilo Facebook de Il Volo.

Stefani Germanotta, alias Lady Gaga, era ospite della serata insieme al crooner Tony Bennett, col quale è appena tornata in studio per registrare il secondo volume del fortunato album di duetti jazz Cheek To Cheek.

Questa settimana Il Volo ha debuttato col nuovo album L’amore si muove al primo posto della Billboard Classica negli Stati Uniti, conquistando anche il primato in classifica Fimi in Italia. Da gennaio 2016 partirà il nuovo tour live nei palasport italiani, seguito da una tranche europea di concerti.

venerdì 2 ottobre 2015

LEGALIZZAZIONE DELLA CANNABIS, LA LEGGE ALLA CAMERA



Per la prima volta arriva alla Camera la proposta di legalizzazione della cannabis. Ecco cosa prevede, dalla coltivazione al consumo.



La proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis è stata inserita nel calendario trimestrale della Camera. Entro il mese di dicembre, quindi, andrà per la prima volta in discussione la propostapresentata dall’Intergruppo ‘Cannabis legale’ cui hanno aderito 220 parlamentari.
La decisione è stata presa nel corso della conferenza dei capigruppo, su richiesta del deputato di Sel, Arturo Scotto, che aveva chiesto alla presidente Boldrini di calendarizzare la discussione sulla legalizzazione della cannabis entro il mese di ottobre. Accelerazione non condivisa da Area Popolare che ha ottenuto che si rispettasse la decisione dei capigruppo che ne prevedono la discussione entro dicembre.

La proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis: cosa prevede

Il testo della proposta di legge sullalegalizzazione della cannabis che andrà in discussione alla Camera prevede la non punibilità del possesso di una modica quantità di cannabis per uso ricreativo da parte di maggiorenni. La soglia della non punibilità viene fissata in 15 grammi in casa e 5 grammi fuori casa.




E’ prevista la possibilità di coltivare in casa fino a cinque piantine di marijuana, ma non con fini di vendita. La coltivazione sarà inoltre consentita anche da parte di associazioni con un massimo di 50 membri, ma sempre senza fini di lucro, sul modello di quanto già avviene in Spagna con i Cannabis social club.La coltivazione a scopi commerciali potrà avvenire dietro concessione di licenza da parte dei Monopoli.
Sarà comunque vietata la consumazione della cannabis in luoghi pubblici e, ovviamente, la guida in stato di alterazione.
Questo quanto previsto dalla proposta di legge sulla legalizzazione della cannabische dovrà comunque affrontare la discussione parlamentare e le prevedibili modifiche che ne scaturiranno.

Dalla legalizzazione della cannabis 8 miliardi per le casse dello Stato.

Secondo uno studio pubblicato da lavoce.info, la legalizzazione della cannabispotrebbe rivelarsi un buon affare per le casse dello Stato che potrebbe incassare una cifra stimata in almeno 8 miliardi di euro grazie alle attività legate alla coltivazione e al commercio della marijuana. Alla cifra si arriva, secondo lo studio, grazie al risparmio derivante dalle spese sostenute per la repressione del commercio illegale della cannabis, stimato in 1,5 miliardi, e i benefici fiscali della legalizzazione della cannabis, ipotizzati da 5,3 a 7,9 miliardi che non tengono comunque conto della commercializzazione legata all’indotto della coltivazione della cannabis, come i prodotti alimentari e tessili derivati dalla canapa.
I benefici della legalizzazione della cannabis sono stati addirittura riconosciuti dalla Direzione nazionale antimafia che, nella sua ultima relazione annuale, la ritiene funzionale al contrasto del traffico di droghe pesanti.

martedì 29 settembre 2015

MARTE: Scoperta dell'acqua



Straordinaria scoperta della Nasa su Marte: sul Pianeta rosso scorre acqua liquida. Sono minuscoli ruscelli di acqua salata che compaiono periodicamente, lasciando striature scure la cui origine era finora un mistero. La prova, pubblicata su Nature Geoscience, arriva dal satellite americano Mro (Mars Reconnaissance Orbiter).
"E' la prima prova che dimostra l'esistenza di un ciclo dell'acqua sulla superficie di Marte", ha spiegato Enrico Flamini, coordinatore scientifico dell'Agenzia spaziale italiana (Asi). A fornirla è il gruppo dell'Istituto di Tecnologia delle Georgia guidato da Lujendra Ojha. Non si tratta certo dei canali d'acqua ipotizzati nell'800 da Giovanni Schiapparelli, ma "rivoli" stagionali con tracce di sali che si formano solo in presenza di acqua. 

L'acqua compare solo in alcune stagioni, sotto forma di gocce che si condensano all'interno di stretti canali larghi poche decine di centimetri e considerati a lungo un mistero sin dalla prima scoperta, avvenuta negli anni '70. Da allora vengono indicati con la sigla Rsl (dall'inglese Recurring slope lineae) e da subito è nato il sospetto che i minuscoli canali fossero disegnati dallo scorrimento di piccole quantità di acqua salata, che si condensa durante i mesi più caldi. 

Dopo 40 anni di ricerche, la conferma è arrivata soltanto adesso, grazie ai dati dello strumento Crism (Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer for Mars), 'l'occhio' del satellite Mro specializzato nell'analizzare la composizione dei minuscoli canali. In questo modo è stato possibile individuare particolari sali che si formano solo in presenza di acqua. In proposito Flamini rileva che si tratta comunque di una prova indiretta: "Bisogna specificare - ha rilevato - che i dati mostrano la presenza di questi minerali, non di acqua. Tuttavia la presenza stagionale dei sali indica il depositarsi di acqua". 

Finora le immagini satellitari avevano osservato la formazione di linee scure, lunghe fino a 5 metri, lungo i pendii marziani, a latitudini e quote molto differenti. Queste linee scure hanno la caratteristica di comparire e allungarsi sempre più durante le stagioni caldeper poi svanire in quelle più fredde. La capacità degli strumenti non permetteva però di definire con certezza se i canali potessero essere provocati dall'acqua oppure da qualche altro fenomeno ancora non compreso. La presenza di sali idrati negli stessi momenti in cui le linee si formano è adesso, per i ricercatori, la prova attesa da tempo dell'esistenza su Marte di acqua allo stato liquido, seppur in piccole tracce.

domenica 20 settembre 2015

MODA: UOMO STYLE AUTUNNO-INVERNO 2015/2016

Tra l’esaltazione della genderless generation, l’elogio della natura e alcune parentesi di ricerca della normalità.

Una richiesta di pari diritti, che però stavolta non arriva dalla bocca di una donna, ma dalla sciarpa di un uomo. Quella dell'Autunno Inverno 2015/2016 di Acne Studios, che con un lookbook in cui i modelli interpretano perfettamente gli stereotipi del maschio gay con tanto di orecchini e manina morta, stampa a chiare lettere la necessità di dar voce alla discussione sul genere che ha preso vita durante le sfilate uomo di Milano e Parigi. In cui si è vista chiaramente una tendenza al gender bender, cioè al ribaltare il concetto comune di abbigliamento legato alla definizione di uomo e donna per proporre una moda che sia più vicina alla realtà. Si è iniziato con Alessandro Michele per Gucci, che ha mandato in passerella una collezione molto poco "maschile" secondo il concetto classico, giocando sulla confusione di genere tra pizzi e bluse con fiocchi di seta indossati da modelli efebici. Si è continuato con Vivienne Westwood e le borsette a tracolla in pendant con l'abito, Versace e i legging bianchi da uomo, Thom Browne e le sue gonne (lunghe, corte: ce ne sono di tutte le misure). Ma a ben guardare, anche in molte altre sfilate si allude al fatto che le definizioni di genere non siano più adeguate, e che la moda debba pensare a vestire esseri umani piuttosto che uomini e donne: a loro, poi, indossare e interpretare i capi secondo il proprio stile. Perché il concetto è proprio questo: superato il concetto di genere, la tendenza è unisex, e diventa poi nel look un espressione della personalità di chi la indossa. Ecco le cinque tendenze più forti per l'Autunno Inverno 2015/2016.


Pantaloni di pelle. Super skinny in chiave glam rock come da Saint Laurent, che li abbina a pullover e cappottini in montone, oppure larghi modello tuta con coulisse in vita come da Giorgio Armani, che invece preferisce la combo con la giacca sartoriale. Nel mezzo? Vari gradi di "attillatezza", dal sigaretta per l'uomo boho di Cavalli al taglio classico dell'impiegato pop di MSGM.

Pelliccia. (Purtroppo) invade anche il guardaroba maschile, e in queste sfilate è davvero onnipresente. Sia in versione wild, lunghissima e super pelosa, come quella vista da Dsquared2 e da Paul Smith, giusto per citare due esempi, che in chiave "chic" come sulle passerelle di Louis Vuitton e Valentino. 

Sciarpa. Di ogni forma e grandezza: si va dalla sottile fusciacca di seta che cinge il collo degli uomini di Saint Laurent a quella maxi che scalda quelli di Salvatore Ferragamo e Missoni, con tutte le varie misure intermedie, da portare e interpretare secondi i propri gusti. L'dea chic? Quella di Bottega Veneta, che la usa a mo' di cravatta.

Pins & Co. Qualcosa da dire? Fallo con una spilla. Le classiche pins che ricordano un po' quelle delle battaglie politiche e sociali, ma che in passerella sono pronte a strappare un sorriso (MSGM), a offrire un fiore (Dior).

Jumpsuit. La classica tuta da lavoro diventa un must have del guardaroba. E non vi sembra significativo che sia il capo che più di tutti rende le persone tutte uguali, senza distinzioni di genere, orientamento sessuale, classe sociale o età?

martedì 8 settembre 2015

XYLELLA-LAND



Xylellaland: lo spettacolo teatrale sospeso tra identità e contraddizione
LECCE - Mercoledì 9 settembre, alle ore 21,30, al Teatro romano di Lecce, è in programma lo spettacolo Xylellaland/Tarantule che si avvale della coreografia  di Toni Candeloro.
Sotto questo pseudonimo bugia e verità si scontrano nella terra della taranta. Una messa in scena tra danza, musica e teatro che vede artisti di generazioni ed esperienze differenti in una creazione che guarda ad un Salento in conflitto tra identità e contraddizione.
L’ideazione di Toni Candeloro vuol essere la sottile parodia sul dramma di un momento che colpisce il “tronco” dell’albero genealogico salentino. Un grande artista, riconosciuto come un purista della danza e del balletto, che esprime un lavoro, in questo caso, di creatore contemporaneo mettendo in “scena” la plasticità dell’uomo salentino e la sua storia contemporanea.

Sul palcoscenico del Teatro romano ci saranno Nandu Popu dei Sud Sound System, Mauro Durante, tamburellista e violinista del Canzoniere Grecanico Salentino, Silvia Perrone, danzatrice del Canzoniere Grecanico Salentino, Andrea Padova, pianista e compositoreBruno Barillari fotografo, Totò Mininanni architetto, Marco Povero, sommelier, Sandra Del Bene, psicoterapeuta, il giovane talento l’undicenne percussionista Giulio D’Orazio e i danzatori Antonietta Buccolieri, Elisabetta Podo, Sofia Lupo, Andrea Piras, Flavio Alberto Valentino, Tim Baro Godefroy.
“L’Ulivo - spiega il direttore di produzione dello spettacolo, Federica Tornese - rappresenta le nostre origini, la nostra identità, la nostra contemporaneità. Ebbene, questo spettacolo creato dal maestro Candeloro vuole allertare la società civile accendendo un riflettore sul problema Xylella”.
“Sono stato tirato in ballo in tutti i sensi in questo spettacolo - sottolinea Nandu Popu dei Sud Sound System - La danza è il modo migliore per rappresentare il dramma che stanno vivendo i nostri ulivi. Non dobbiamo consentire questo sacrilegio. I veri malati siamo noi, non gli ulivi: dobbiamo tornare ad essere quei fanciulli che le ninfee trasformano in alberi d’ulivo. Occorre riappropriarci  dell’agorà intesa però come luogo di scambio, anche di litigi ma soprattutto di passioni e non certo di ostentazione”.

“Orgogliosi di aver messo a disposizione le nostre arti per questo spettacolo”, afferma Mauro Durante, il tamburellista e violinista del Canzoniere Grecanico Salentino.  “E’ stata un’occasione per mettermi in gioco e per aggiornare le mie informazioni su questo problema”, aggiunge il fotografo Bruno Barillari. “Apprezziamo il coraggio di Candeloro - sottolinea l’architetto Totò Mininanni - di unire arte e generazioni aprendo una finestra sul futuro”.  “Questa esperienza - ha sottolineato il ballerino e coreografo Toni Candeloro - mi ha dato l’opportunità di filtrare le emozioni che mi auguro che ora possano essere percepite dal pubblico che verrà ad assistere allo spettacolo. Ringrazio il piccolo esercito di artisti salentini che si sono donati verso l’arte in maniera intelligente guardando al territorio e alle sue prospettive. Perché parlare di Xylella vuol dire parlare anche di noi”.
“Mi  auguro - spiega l’assessore al Turismo e Marketing territoriale, agli Spettacoli e agli Eventi, Luigi Coclite - che in futuro si possa fare uno spettacolo intitolandolo ex Xylella, quasi a rimarcare il fatto che questo problema possa diventare solo un vecchio ricordo. Trattare questo delicato tema in maniera così singolare spostando il tavolo della discussione e facendo leva sulle sensibilità artistiche, penso che rappresenti una chiava di volta significativa”.

La scheda
Soggetto, coreografia e costumi: Toni Candeloro
Creazione fotografica: Bruno Barillari
Musiche originali: Nandu Popu, Giulio D’Orazio, Mauro Durante, Andrea Padova
Disegno luci: Gianluca Panareo
 Effetti sonori: Eugenio Palma
Direttore di produzione: Federica Tornese
Riprese ed elaborazioni video: Diego Latino, Andrea Spagnolo

sabato 5 settembre 2015

I MINIONS BUFALA!?!


Qualche giorno dopo l’uscita al cinema del cartone animato 'Minions', che sta sbancando al botteghino, un utente di Facebook spagnolo, Luciano Gonzales, ha fatto credere che i buffi personaggi del cartone fossero stati ispirati a una serie di esperimenti nazisti applicati sui bambini ebrei
La 'bufala' ha fatto il giro del web immediatamente, sfruttando il confronto tra una foto di repertorio e un'altra dei Minions. L'immagine era accompagnata da questo messaggio: “Lo sapevate? ‘Minions’ (dal tedesco ‘minion’ ‘schiavo) era il nome dato ai bambini ebrei, adottato da scienziati nazisti durante i loro esperimenti. I bambini ebrei vittime di esperimenti soffrivano, e visto che non parlavano tedesco, le uniche parole che pronunciavano erano suoni che facevano molto ridere i tedeschi”.

In poche ore, il messaggio è stato condiviso oltre 40.000 volte. La foto rappresenta persone con un casco in testa che assomigliano molto ai Minions.
In realtà l'immagine di repertorio appartiene al Royal Navy Submarine Museum del Regno Unito e raffigura dei sommozzatori durante un esercizio di salvataggio all’inizio del 20esimo secolo.
"Mi domando ma sarà perchè il successo di questo film fa chiaccherare la gente? oppure sara che è la verità?"...nessuno può saperlo sono solo ipotesi. Ragazzi godetevi il film!
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